Zombie Organizzativi

Chi sono gli Zombie organizzativi? Dal punto di vista personale, tutti quelli che in un’organizzazione non solo hanno la sensazione, ma possiedono anche la matematica certezza di essersi persi qualcosa lavorando in questo posto: la coscienza. Non intesa in senso etico ma in senso neurologico, la consapevolezza di ciò che fanno, il senso del proprio agire e del proprio posto nell’organizzazione complessiva.

Dal punto di vista dell’azienda, gli Zombie sono quegli esseri che si aggirano privi di vita, anima e volontà, facendo cose di cui non conoscono o non ricordano né il senso né le connessioni più prossime, in modo ormai automatico. Quando l’organizzazione decide di sterzare, gli Zombie finiscono fuori dal finestrino o continuano ad andar per la loro strada. Con dei costi altissimi per tutta l’organizzazione.

Quanti Zombie può permettersi un’azienda, prima di rischiare il default? Come fa a crearli e a coltivarli?

ANCHE NEL CERVELLO CI SONO GLI ZOMBIE? SI

Un trauma al cervelletto rallenta l’esecuzione di moltissime attività specializzate che svolgiamo automaticamente, camminare, andare in bici, suonare uno strumento e persino parlare: tuttavia non determina perdita della coscienza di sé e della capacità di riflessione. Il funzionamento automatico richiede sempre una prima fase di apprendimento consapevole o di sforzo di apprendimento, poi l’esecuzione diventa  automatica. I neuroni del cervelletto funzionano perfettamente e hanno altissima specializzazione ma “in sé” e in azienda questi neuroni assomigliano agli “zombie” organizzativi: sacche organizzative che procedono senza consapevolezza di sé e quindi senza capacità di scegliere, di agire in modo diverso o di cambiare intenzionalmente direzione. Eppure nel cervelletto è contenuto l’80% dei neuroni dell’intero cervello. Il sistema talamo-corticale ne possiede invece solo il 20%. Ma un trauma a questo sistema può determinare la perdita di coscienza.

Quindi, apprendiamo che la parte del cervello che non ha coscienza di sé funziona bene quando è necessario produrre azione automatica, ma non funziona affatto quando si tratta di scegliere e di cambiare strategia e direzione. Se non c’è consapevolezza di sé, il sistema continua a produrre comportamenti automatizzati e reazioni causali di tipo lineare, poco adatti alla gestione della complessità e della rapidità dei cambiamenti a cui i sistemi devono rispondere e non solo adattarsi, oggi.

COSA MANCA AGLI ZOMBIE PER DIVENTARE COSCIENTI E PER RIPRENDERSI L’ANIMA?

Una prima differenza significativa tra il sistema talamocorticale e il cervelletto è che quest’ultimo non ha corpo calloso, fibre connettive, quindi non produce comunicazione tra le diverse parti e non c’è funzionamento come UNITÁ. Il cervelletto è composto da tante piccole parti che funzionano ciascuna perfettamente in sé ma che tra loro non sono connesse: nel sistema talamocorticale invece tutto è collegato ed esso funziona invece come unità.

Il sistema talamocorticale è quindi un tutt’uno, è il luogo in cui il massimo della diversità è bilanciato con l’unità: è un sistema differenziato e unitario, dove unità e diversità sono in equilibrio e dove si raggiunge l’integrazione. È il conseguimento dell’unità con il massimo della diversità e dell’integrazione della diversità.

COME AUMENTARE IL NUMERO DI ZOMBIE NELL’ORGANIZZAZIONE? È FACILISSIMO

È semplicissimo, ce lo insegna il cervello: continuare a lavorare in maniera dis-integrata, mantenere le informazioni solo nei centri preposti, evitare le connessioni e favorire automatismo e specializzazione, facendo in modo che ciascuno agisca per sé e per il proprio specifico obiettivo. Ecco fatto: il sistema è pronto per la morte dell’anima e per il default e la leadership avrà ottenuto il suo scopo.

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2 pensieri riguardo “Zombie Organizzativi

  1. Questo articolo mi ha fatto ripensare al libro:
    “how google works” dove vengono illustrati i principi operativi della “ditta” Google.
    Tutti i dipendenti sono incoraggiati ad aiutare nel prendere decisioni importanti per la ditta.
    Non ci sono grandi uffici inaccessibili per i CEOs etc.

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  2. Sembrerebbe scontato pensare che le persone preferiscano sentirsi parte delle decisioni piuttosto che tagliati fuori. Eppure, lavorando in diverse aziende, i problemi che sento sono sempre gli stessi: decisioni che vengono prese senza il confronto, a volte non comunicate o comunicate male, poco coinvolgimento di chi potrebbe dare un contributo serio alla soluzione. Credo si diano molte cose per scontate.

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