L’ossitocina, ormone della fiducia, produce ricchezza in azienda

Inizio dalla fine: è ora scientificamente dimostrato che quando l’ossitocina circola negli ambienti di lavoro si produce ricchezza economica.

Ecco come: l’ossitocina è un ormone che produce il nostro cervello quando percepiamo un clima di fiducia; la fiducia, a propria volta, si correla con l’impegno profuso, che si correla con la produttività che, infine, chiudendo il cerchio, si connette con la creazione di valore economico.

Le ricerche per giungere a queste conclusioni sono durate anni e ancora proseguono ad opera del Professor Zak, docente di Neuroeconomia, la nuova scienza che incrocia neuroscienze ed economia.

Piccola digressione sull’ossitocina: è una benefica droga che produce il nostro cervello, un ormone che fino a qualche tempo fa si pensava circolasse solo tra le neomamme e che ha per effetto quell’amorevole senso di protezione che la mamma offre alla piccola prole. Oggi si sa per certo che l’ossitocina si può produrre nel cervello di tutti e sempre (con qualche eccezione) nelle situazioni in cui si respira fiducia, connessione, sintonia, quando si ritiene di poter fare affidamento sugli altri e che permette di diventare a propria volta più affidabili.

Il Professor Zak, facendo inalare e inalando lui stesso ossitocina, che dal naso finisce direttamente nel cervello, ha rilevato che, una volta giunta a destinazione, ha effetti diretti sul comportamento prosociale e che, con il suo aumento, le persone sono più generose, più pronte a condividere e ad assumere un comportamento morale. Alti livelli di stress, invece, la bruciano. Zak ha dedicato anni proprio a cercare di capire i fondamenti neurofisiologici della fiducia e della moralità e in un suo libro “Molecul moral” descrive sia le ricerche condotte, sia i risultati ottenuti.

In sintesi, l’ossitocina è stimolata dalle interazioni umane positive, la si produce quando ci si sente in connessione con l’ambiente sociale e, creando un circolo virtuoso, a sua volta motiva ad essere fiduciosi negli altri e a cooperare.

Zak ha poi esteso le sue ricerche agli ambienti di lavoro. Quali politiche i manager possono adottare per favorire ambienti ossitocina-centered? Poiché la teoria scientifica conferma che la prestazione delle persone è strettamente connessa al livello di fiducia respirato nel proprio contesto e che quest’ultimo determina impegno e quindi prestazione, è stato coniato l’acronimo OXYTOCIN che offre alcune precise indicazioni ai manager, leader, capi di ogni livello e misura:

Ovation: elogiare spesso, visibilmente e anche inaspettatamente
eXpectation: definire obiettivi chiari
Yield: consentire ai collaboratori di scegliere come svolgere un lavoro
Transfer: lasciare che chi fa il lavoro gestisca se stesso
Openness: praticare la trasparenza
Caring: dimostrare interesse per la persona nella sua interezza
Invest: valorizzare i colleghi/collaboratori
Natural: essere autentici

La formula in sintesi del neuroeconomista è la seguente: Fiducia x obiettivo = contentezza
Cioè, oltre ad un ambiente in cui si alimenta la fiducia, il fatto che gli obiettivi siano chiari consente di raggiungere contentezza e motivazione.

P.s. cercando immagini su Google ho scoperto che vendono spray nasali di ossitocina. Un paradosso: si sviluppa in natura grazie alle connessioni e te la vendono da spruzzare in solitudine. Mah!

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Un pensiero riguardo “L’ossitocina, ormone della fiducia, produce ricchezza in azienda

  1. Quanta saggezza…

    Ho sempre sostenuto che ansia e paura fossero le prime nemiche del risultato sia economico per un azienda che per la riuscita delle nostre imprese più intime. In quante situazioni mi sono riconosciuto con gli esiti di questi studi sia per quanto riguarda l’impatto della paura o ansia che per quanto riguarda l’effetto della fiducia e della serenità sul raggiungimento degli obiettivi.

    Troppo spesso, specialmente in particolari periodi di stress dell’ambiente esterno (vedi la crisi), la paura di non essere all’altezza, di sbagliare, di non raggiungere l’obiettivo e conseguentemente anche di perdere il posto di lavoro portano necessariamente ad un risultato, se non negativo, molto inferiore rispetto a quello che si sarebbe potuto raggiungere per mancanza di una visione integrale e di mettere in campo tutte quelle capacità e doti tenute sotto chiave dalla paura (da noi stessi in pratica generando da noi internamente queste sensazioni). La paura crea come dei paraocchi che ci fanno viaggiare soli in uno scompartimento vuoto, con le tende del finestrino chiuse.

    Essendo uomini per natura ci muoviamo in un ambiente: sociale, naturale, economico… che ci condiziona e che influisce sulle nostre capacità attraverso il meccanismo della generazione dell’ansia dell’insicurezza della paure, ma anche del conforto, della fiducia e della speranza.

    Credo che molto spesso la nascita della paura, dell’ansia e dell’insicurezza derivino anche dall’individualismo che pervade la nostra società. Se si riuscisse in particolar modo in ambito aziendale a trasmettere il senso di appartenenza ad un impresa che non è più un edificio, ma al contrario un insieme di persone o meglio ancora un GRUPPO saremmo più portati a generare in noi il senso di fiducia, di positività sapendo di non essere più solo un numero, ma una risorsa raggiungendo quantitativamente e qualitativamente risultati sempre più importanti.

    Quest’anno per Natale decisamente dispensatori di fiducia!

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